Leggete l’etichetta applicata sui formaggi? Spero di si. Ho già parlato, più volte, dell’etichetta che il produttore deve
applicare al formaggio e su altri latticini, ma oggi vorrei approfondire quello che spesso viene indicato come
ingrediente, i fermenti lattici. In realtà i fermenti attici non sono un ingrediente ma un coadiuvante, perché senza
di loro i formaggi e lo yogurt non si fanno.
Quando si pensa ai fermenti lattici solitamente si fa riferimento allo yogurt, “latte e fermenti lattici” perché sono citati
sulla confezione. In effetti è proprio così lo yogurt si fa con latte sterilizzato e fermenti lattici. Non devono essere
indicati altri ingredienti se non su quegli yogurt aromatizzati con purea di frutta, miele, cereali eccetera. In questi
yogurt vengono aggiunti anche zuccheri, spesso glucosio o fruttosio. L’importante è che i veri “costruttori” di
questo alimento stupendo rimangano il latte e i batteri, scusate i fermenti lattici.
Ma si tratta proprio di batteri, considerati lattici, ovvero quei microbi (altro nome) che producono acido lattico.
Ecco perché lo yogurt naturale, quello bianco, conserva una buona acidità, i batteri lattici si sono pappati il lattosio e
fermentando hanno acidificato. Un po’ complicato magari ma è così.
La bontà dello yogurt si sente proprio se il sapore e l’aroma lattico è acido e ben profumato, caratteristica essenziale
di questo prodotto.
È quindi preferibile, quando acquistate lo yogurt, scegliere quello bianco, a latte intero, e magari, a casa
aggiungere l’ingrediente magico che preferite, una marmellata, un po di zucchero, del miele.
Perché optare per questa soluzione? Perché avrete la certezza che lo yogurt acquistato, quello sulla cui confezione
sono indicati solo latte e fermenti (Streptococcus Termophilus e Lactobacillus bulgaricus) e vero, è sano e fa bene.
Insomma, abituate la vostra bocca e il vostro naso a riconoscere lo yogurt buono, profumato e anche un po’
acido, è un buon segno.
Lo yogurt e i fermenti lattici

26 novembre 2014
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